About
Bio

Roberto Tedesco, classe 1992, inizia gli studi di danza all’età di undici anni in Calabria. Nel 2009 entra nella Scuola del Balletto di Toscana, danzando fin da subito per la compagnia giovanile Junior Bdt in produzioni firmate da Mauro Bigonzetti, Fabrizio Monteverde, Francesco Nappa, Eugenio Scigliano, Cristina Rizzo, Michele Merola, Alessandro Bigonzetti e Arianna Benedetti.
Dopo una breve parentesi al Maggio Musicale Fiorentino, dove danza una coreografia di Andonis Foniadakis, nel 2011 entra in Aterballetto, compagnia nella quale danzerà per dieci anni. Durante questo periodo ha la possibilità di lavorare con alcuni tra i più importanti coreografi del panorama nazionale e internazionale, tra cui Ohad Naharin, Jiří Kylián, Hofesh Shechter, William Forsythe, Johan Inger, Mauro Bigonzetti, Michele Di Stefano, Andonis Foniadakis, Rihoko Sato, Diego Tortelli, Jiří Pokorný, Giuseppe Spota, Philippe Kratz, Francesco Nappa, Eugenio Scigliano e Cristina Rizzo.
È proprio durante gli anni in Aterballetto che inizia a sviluppare con maggiore consapevolezza il proprio interesse per la creazione coreografica, proponendosi come autore per le serate Giovani Coreografi della compagnia. In quegli stessi anni viene selezionato per due volte all’International Choreographic Competition di Hannover, dove riceve il Premio della Critica. Per Aterballetto crea Cemento, per il progetto In/Finito, e Turn the Tide, per il progetto MicroDanze.
Nel luglio 2021, conclusa la sua ultima stagione come danzatore della compagnia, decide di dedicarsi maggiormente alla ricerca coreografica e intraprende un percorso da artista freelance. Il passaggio dall’esperienza di interprete a quella di autore diventa così un elemento centrale della sua ricerca, che si sviluppa attraverso la creazione di lavori per compagnie, giovani danzatori e progetti di produzione e formazione, confrontandosi con differenti contesti e comunità artistiche.
Viene selezionato per la Vetrina Giovane Danza D’Autore con il duetto Punch 24. Lo stesso lavoro viene successivamente riarrangiato per sei danzatori della MM Contemporary Dance Company, prendendo il nome di Round Trip.
In Germania mette in scena il duetto Line-up presso il Nationaltheater Mannheim, crea By the Throat per il Ballett Vorpommern ed è selezionato per il progetto Think Big presso la Staatsoper di Hannover, dove crea Superorganismo, lavoro per otto danzatori.
Accede all’azione Residance XL della rete Anticorpi, attraverso la quale, grazie a un percorso di residenze presso Oriente Occidente, Claps e Santarcangelo dei Teatri, inizia a sviluppare Decisione Consapevole. Con questo progetto è tra i finalisti di DNA – Appunti Coreografici 2022 e, nel 2023, accede agli Open Studios della NID di Cagliari.
Attraverso l’azione SupportER della rete Anticorpi Emilia-Romagna, e grazie a un percorso di residenze presso Scenario Pubblico, Teatro Comunale di Ferrara e Teatro Comunale di Vicenza, crea il duetto Simbiosi. Con questo lavoro viene selezionato per la seconda volta alla Vetrina Giovane Danza D’Autore ed è tra i quattro finalisti del Premio Prospettiva Danza Teatro, dove riceve una menzione speciale.
Il Teatro Comunale di Vicenza nomina Roberto Artista in Rete, sostenendolo per l’edizione 2023 del Festival Danza In Rete.
Crea Standpoints per la nuova produzione Callas Callas Callas della Compagnia Opus Ballet.
A Reggio Emilia, città in cui vive e con la quale mantiene un forte legame artistico e professionale, coreografa Ad Eva e Memory Lab per XL Dance Company, presentati presso la Fonderia Aterballetto, e Àmor, performance urbana ideata all’interno di Fotografia Europea – Circuito Off.
Nel gennaio 2024 riceve il Premio Danza&Danza come Coreografo Emergente dell’anno 2023.
Il Centro Coreografico Nazionale Aterballetto gli commissiona diversi progetti, tra cui workshop rivolti ai laureandi in recitazione, drammaturgia e regia dell’Università di Palermo, in collaborazione con il Teatro Biondo; la creazione di Bolero per gli studenti del Liceo Coreutico Matilde di Canossa di Reggio Emilia; la docenza per il Corso di perfezionamento con sede presso la Fonderia Aterballetto, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna; e la cura degli interventi danzati per una delle serate del progetto Visioni del Corpo, per il quale crea Small Me e Soft Target.
Il docente universitario e critico di danza Stefano Tomassini lo invita a tenere un workshop per gli studenti dello IUAV dell’Università di Venezia.
Il Centro Nazionale di Produzione della Danza Körper decide di produrre Decisione Consapevole, lavoro per quattro danzatori. Al progetto si aggiungono come sostenitori il CCN Aterballetto, in qualità di coproduttore, e Artisti Associati, che invita Roberto in residenza presso il Teatro Comunale di Cormons. Decisione Consapevole, presentato in anteprima presso la Fonderia Aterballetto, viene successivamente selezionato per la sezione programmazione della NID Platform di Vicenza, dove viene presentato agli operatori presso il Teatro Astra.
Nel settembre 2024 riceve il Premio Internazionale per la Danza “Città di Foligno” come Coreografo Rivelazione 2024.
A partire dai primi mesi del 2025 inizia a lavorare a una nuova coreografia prodotta da KLM - Kinkaleri/Le Supplici/mk dal titolo We Are Our Roots, assolo per una danzatrice accompagnata dal vivo da un musicista di handpan. Lo spettacolo debutta in occasione di Artfest Festival coproduttore del lavoro.
Nel 2025, con il progetto LOS(v)ERS per la MM Contemporary Dance Company, della quale è artista associato per il triennio 2025–2027, è tra i vincitori del bando Per Chi Crea della SIAE.
Il Centro Coreografico Nazionale Aterballetto gli affida il progetto Italia Danza 2025 – An Italian-Ethiopian Dance Dialogue, promosso dalla Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale della Farnesina e interpretato dal CCN/Aterballetto. Attraverso il lavoro di Roberto presso l’Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba, il progetto dà vita a uno spettacolo site-specific che mette in dialogo le culture dei due Paesi, portando le firme del coreografo italiano Roberto Tedesco e del coreografo etiope Melaku Belay, direttore del Fendika Cultural Center.
Il Centro Coreografico Nazionale Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni lo coinvolgono inoltre come danzatore nel progetto Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni, un percorso volto alla creazione di uno spazio creativo nel quale danzatori e musicisti lavorano fianco a fianco, dando forma a opere nate dall’improvvisazione e dalla reciproca ispirazione.
Crea Rebecca, assolo per una danzatrice voluto e prodotto dal Festival Nutida, e Omologa Azione per il Pulse Program di Opus Ballet, programma professionale di danza contemporanea con sede a Firenze.
Con la MM Contemporary Dance Company debutta con LOS(v)ERS presso il Teatro Ariosto di Reggio Emilia, nell’ambito del Festival Aperto.
Per la Compagnia Opus Ballet crea il duetto Piano-Forte, che debutta presso la Fonderia Aterballetto e viene successivamente selezionato per la sezione programmazione della NID Platform 2026.
Crea inoltre L’Arroganza, spettacolo che vede in scena 33 giovani danzatori del corso di perfezionamento Agora Coaching Project, diretto da Michele Merola ed Enrico Morelli, e Che non ritorna, lavoro per 13 giovani danzatori del corso di perfezionamento Vista17 Dance Training Creation presso la scuola La Capriola di Modena.
Nel 2026 crea Triple Trip per la compagnia Spellbound Contemporary Ballet.
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Il percorso di Roberto Tedesco come coreografo nasce dal desiderio di costruire, progetto dopo progetto, un linguaggio peculiare e una visione autoriale riconoscibile. Il lungo percorso da interprete costituisce un patrimonio di esperienza dal quale, al tempo stesso, emerge la necessità di prendere distanza, per interrogare ciò che il corpo ha assimilato e ricercare una natura del movimento più autentica e personale. L’improvvisazione e il modo di vivere la musica, più che di sentirla, diventano strumenti attraverso i quali lasciare il corpo alla possibilità di esplorare, nel tentativo di sottrarsi a ciò che la memoria tende spontaneamente a riproporre e di far affiorare un vocabolario che gli appartenga realmente.
Questa ricerca sul movimento si accompagna a una particolare attenzione al modo in cui i corpi abitano e trasformano il luogo. La composizione e una precisa organizzazione di corpi, distanze e traiettorie costituiscono elementi centrali del processo creativo. Il luogo scenico, tanto nel dispositivo teatrale quanto in ambienti di altra natura, non è un semplice contenitore della danza, ma una materia con cui la creazione entra in relazione. Attraverso il movimento Tedesco cerca di valorizzarlo, modificarne la percezione e quasi migliorarlo, costruendo relazioni precise tra i corpi e ciò che li circonda.
Ogni progetto segue un percorso differente e nasce da presupposti e tematiche sempre diversi, aprendo di volta in volta una nuova direzione di ricerca. Ciò che rimane costante è il metodo attraverso il quale Tedesco ricerca il movimento insieme agli interpreti, attraverso un processo che conduce progressivamente dalla libera esplorazione alla definizione della partitura coreografica. Finora, le sue creazioni hanno attraversato temi legati alle relazioni, alla psicologia, all’infanzia e all’adolescenza, alle tematiche sociali, alle origini e ai sentimenti, attingendo alla propria esperienza e al proprio percorso personale.
Pur muovendo da suggestioni e contenuti differenti, Tedesco evita deliberatamente una danza descrittiva o narrativa, lasciando allo spettatore la possibilità di costruire una propria interpretazione dell’opera. L’intento non è orientare verso un significato univoco, ma aprire uno spazio di possibilità nel quale ciascuno possa entrare in relazione con ciò che vede attraverso la propria sensibilità, esperienza e immaginazione.
Nel lavoro con gli interpreti, la libertà e la creatività individuale costituiscono un punto di partenza, per essere progressivamente ricondotte all’interno di un vocabolario comune. Tedesco parte dalla natura personale dei danzatori, cercando di valorizzarne le caratteristiche, per poi avvicinare le diverse proposte a un preciso gusto. L’obiettivo è preservare la creatività individuale senza rinunciare all’omogeneità dell’insieme, affinché corpi differenti possano appartenere a una stessa estetica e contribuire alla costruzione di un’identità coreografica riconoscibile, senza che il lavoro si trasformi in una giustapposizione di linguaggi distanti tra loro.
È nella relazione tra libertà e regola, istinto e rigore, individualità e omogeneità che prende forma una parte importante della sua ricerca. Attraverso il lavoro sui corpi, sul movimento e sulla relazione con lo spazio, Tedesco si confronta ogni volta con interpreti e contesti differenti, adattando il proprio processo alle specificità dei danzatori e dei luoghi che abitano. È proprio nella capacità di attraversare questa varietà senza perdere una direzione personale che si sviluppa, nel tempo, l’ambita riconoscibilità del suo sguardo.
Il rapporto con lo spettatore è un elemento centrale della ricerca. Tedesco non ricerca necessariamente una reazione precisa né pretende di determinare un’emozione o un significato univoco. Ciò che desidera è generare una reazione, qualunque essa sia: positiva o negativa, emotiva o razionale, immediata o destinata a sedimentarsi nel tempo. L’importante è non rimanere indifferenti; tornare a casa dopo la visione di un suo spettacolo sentendo che quell’esperienza ha causato qualcosa, anche di piccolo, quasi impercettibile.